P.E.N. Centro della Svizzera italiana e retoromancia Centro P.E.N. 
della Svizzera francese
 

Centro P.E.N. 
della Svizzera tedesca
 
 

Scuola ILI di lingua e cultura italiana P.E.N. International

Recensioni

14.06.2008 - Slovenia, aspirazioni e identità - GDP
INCONTRO PEN

In genere se ne parla poco, anche se la recente visita di Bush, per un lampo l’ha portata alla ribalta internazionale. Si tratta della Slovenia, a cui il P.E.N. ha voluto dedicare il primaverile incontro riservato alla Cultura delle piccole patrie. L’appuntamento di martedì all’Hotel Dante di Lugano, moderato da Franca Tiberto, ha visto la partecipazione degli studiosi, letterati e scrittori Igor Skamperle e Miha Pintaric. Due milioni di abitanti (ma ci sarebbe anche da considerare la cospicua diaspora di sloveni nel mondo), situata in una posizione geografica complessa, la nazione risente sia dell’influenza del mondo germanico, sia di quello latino. Doppi influssi, Nord-Sudovest, che hanno segnato la sua storia: attraverso Riforma (e anche una sensibilità di tipo giansenistico) e Controriforma, sono derivati, da una parte, individualismo, responsabilità imprenditoriale (ma anche, sul piano etico, un radicato senso di colpa); dall’Italia, invece, il gusto per il barocco, per l’estetica, per una certa leggerezza del vivere, l’amore per l’arte. Ma la sua peculiarità, rispetto anche agli altri paesi balcanici in cui non si riconosce più, da cui vuole prendere le distanze (anzi, c’è una serpeggiante xenofobia verso “l’altro” Est) è di essere riuscita a conservare un rapporto intimo con la lingua e con il territorio, salvaguardando la propria identità. Per Pintaric, comunque, l’identità non è una conquista data una volta per tutte, è un’aspirazione sempre in divenire, è qualcosa da costruire attraverso una ricerca continua che si esprime a tutti livelli, politici e culturali. Resta un piccola patria, accomunata alle altre piccole patrie dal confronto costante con il confine, la diversità, l’alterità che spinge a riflettere su questi temi e a imparare a capire l’altro... (Skamperle). Dopo lo smembramento della Jugoslavia, la prospettiva è stata entrare in Europa, con la consapevolezza di doversi adeguare ad un mondo sempre più globale. Ciò comporta vantaggi (la Slovenia è una patria modello che ha ottenuto velocemente gli standard richiesti per far parte dell’Unione Europea) ma anche svantaggi, come ha rilevato Skamperle: il pericolo di un’appiattente omologazione. È un paese, come ha osservato con ammirazione Franca Tiberto, dotato di una notevole vivacità intellettuale, dove lo scrittore è tenuto in grande considerazione, si legge poesia, si fa musica un po’ ovunque... Ma per Skamperle se si pubblica e traduce molto, si legge troppo poco... C’è la coscienza che la cultura sia importante, uno strumento essenziale per riflettere su se stessi, ma anche in Slovenia si rischia che essa venga messa in crisi dal nuovo paradigma globale. La conversazione, oltre che dalle musiche popolari e classiche della fisarmonicista Sandra Bersacola, è stata inframmezzata da un filmato d’epoca che documenta il congresso PEN tenutosi a Bled nel 1965. Da Neruda a Miller, a Silone, ad Asturias, una partecipazione nutrita di personalità che affrontarono tematiche mai tramontate d’attualità, come gli interrogativi attorno al ruolo dello scrittore nella società, o espressero pensieri dai risvolti profetici, come l’idea che una civiltà dell’immagine avrebbe soppiantato la civiltà della scrittura.
(MAN.C.) 

 
E-mail